Agric(u)ltura: made in Italy

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Nel carrello della spesa ciascuno di noi seleziona alimenti secondo criteri culturali, economici, psicologici, fisiologici, e ambientali che a loro volta si suddividono in 23 parametri.

Un po’ come giocare a Risiko, ma con in mano un bonus per conquistare Paesi stranieri: arriva uno strumento scientifico per sapere quali sono le leve di vendita dei prodotti dell’agroalimentare Made in Italy.

E’ la ‘Food Reputation Map‘ illustrata dal professore dell’Università di Roma La Sapienza Marino Bonaiuto all’incontro ‘Agric(u)ltura: innovazione e nuove idee per il futuro (giovane) del made in Italy’, promosso dall’ateneo romano icol Gruppo Nestlè che ha finanziato indagini su opinion leader e 661 consumatori dei ricercatori de La Sapienza in collaborazione con le università di Padova, Cagliari, Napoli, Lumsa, Roma Tre, e di Reggio Calabria.

Tonando alla selezione secondo i criteri culturali, un’arancia, ad esempio, può essere scelta perché evoca familiarità, tradizione, identità territoriale. Ma da un altro consumatore, magari in supermarket nell’altro capo del mondo, può essere al contempo scartata perché evoca difficile digeribilità, insufficiente responsabilità sociale ambientale o un prezzo non adeguato …read more

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