La #moda … cos’altro può diventare!?

Tutta la questione che sta interessando la “salvezza del pianeta Terra” si riflette in tutti i generi le attività produttive. Inevitabilmente nel campo della moda.

Il recente report delle Nazioni Unite, però, giudica il settore moda responsabile in gran parte per la salute del pianeta.

Seguire le mode, acquistare ogni volta che ci sono i saldi, o sempre e comunque, crea problemi di inquinamento.

Li Edelkoort, anticipatrice olandese di trend di moda e design, si interroga sul perché un capo può costare quanto un panino. Parliamo della famigerata fast-fashion, moda veloce.

Insomma, il problema di fondo è che costa poco, ma inquina tantissimo!

Eh già, perché se secondo il report gli obiettivi da centrare sono 17 e bisogna farlo entro il 2030, dobbiamo inventarci un modo efficace ed immediato per lo smaltimento della fast-fashion.

Qualche grande azienda di moda sta già da qualche anno facendo opera di sensibilizzazione ritirando vecchi vestiti, tende, lenzuola … tutto quanto può essere utile a ricreare altri capi, evitando, quindi, di doverli smaltire.

Va bene tutto ciò, ma non basta.

Non basta perché il cambiamento deve avvenire in ognuno di noi. Insieme si concorre a risolvere il problema. Solo e soltanto se ci si muove insieme.

Primo e fondamentale step: cambiare l’idea di uso dei capi.

Da una t-shirt slavata e slabbrata, ad esempio si può ottenere un pantalone in stile turca … comodo! Le idee son tante basta solo guardare il capo da “altri punti di vista”!

Un po’ cose se avessimo un problema da risolvere: come Edward De Bono insegna nella sua teoria dei cappelli: guardi il problema da tutti i punti di vista.

Certo. Perché “il pensiero verticale è selettivo, mentre il pensiero laterale è produttivo”.

Questo è quello di cui ha bisogno il pianeta adesso. Per tutte le cose che acquistiamo ed usiamo. Prima di buttarle facciamoci una semplice, ma decisiva domanda “cosa altro puoi diventare?!”

Dalla famiglia deve partire l’educazione al riuso ed al riciclo.

Qualcosa fanno anche le scuole, come è giusto che sia come coerenza di educazione.

Ad Isernia (Molise), così come in altre città di Italia, da qualche anno, la collaborazione tra ditte che ritirano rifiuti differenziati e scuole di arte sta avendo piccoli risultati.

Una vecchia chitarra, con un poco di fantasia, diventa un oggetto di design per un arredo unico.

Ricicliamo ad Isernia
(autore foto: Mariateresa Altieri)

L’involucro dell’uovo di Pasqua diventa il particolare decisivo di un abito elegante.

Ricicliamo ad Isernia

(autore foto: Mariateresa Altieri)

I bicchieri di plastica usati diventano sfere per abbellire un angolo in giardino oppure lampade per il salotto di casa.

Ricicliamo ad Isernia

(autore foto: Mariateresa Altieri)

Insomma, la fantasia non ha limiti basta solo lasciarla che ci sussurri dentro…

 

english version

The situation regarding the “salvation of the planet Earth” is reflected in the productive activities. Inevitably in fashion.

The United Nations report considers the fashion sector to be largely responsible for the health of the planet.

Li Edelkoort, the Dutch forerunner of fashion and design trends, talks about why a garment can cost as much as a sandwich. Let’s talk about the infamous fast-fashion.

So the big problem is that it is cheap, but it pollutes a lot!

Some big fashion companies have already been raising awareness for a few years by collecting old clothes, curtains, sheets … everything can be useful to recreate other garments, thus avoiding having to dispose of them.

All right, but that’s enough.

It is not enough because the change must take place in each of us. Together they contribute to solving the problem. Only if we move together.

First and fundamental step: changing the idea of ​​use of clothes.

From an old t-shirt, for example, you can get a trouser in Turkish style … comfortable! The ideas are so many you just need to look at the head from “other points of view”!

This is what the planet needs now. For all the things we buy and use. Before throwing them, let’s ask ourselves a simple question “what else can you become ?!”

Education for re-use and recycling must start with the family.

Schools also do something, for consistency in education.

In Isernia (Molise), as well as in other cities of Italy, for some years, the collaboration between companies that collect differentiated waste and art schools is having little results.

An old guitar, for example, becomes a design object for a unique piece of furniture.

The chocolate Easter egg wrapper becomes the detail of an elegant dress.

The plastic cups used become spheres for garden furniture or lamps for the living room. It’s really easy!

10 pensieri su “La #moda … cos’altro può diventare!?

  1. Riciclare sicuramente aiuta, ma richiede comunque energia, può generare oggetti belli, ma poco utili, sembra quasi che “sposti” il problema. Forse dovremmo fare una scelta più radicale: tornare a produrre abiti durevoli, confezionai con tessuti degni di questo nome, riprendere l’abitudine a “riparare”, piuttosto che “gettare”. Tornare ad apprezzare un armadio a un’anta sola, penso che richiederà molto tempo … Grazie della bella riflessione e buona giornata.

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  2. Se non si passa prima alla qualità del tessuto inutile pensare di poterlo trasformare in altro…basta fare qualche lavaggio che già sulle magliette “anche di ottima qualità “ti vedi dei buchini dapertutto,mi servono appena per utilizzarli per le pulizie di casa.
    Prima sì che lo facevamo,quando una volta le stoffe duravano una vita.. non una sola estate.
    È tutto da rifare😅 con coscienza 😉

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