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Un tuffo nell’Isernia medievale: Papa Celestino V

La città di Isernia, ridente e verde luogo incantevole del Molise, è il luogo di nascita del Papa Santo.

È passato alla storia come San Pietro Celestino, ma noi isernini con affetto profondo quando parliamo di lui (con sguardo dolce) lo chiamiamo “ru Sandonə”.

Il 19 maggio di ogni anno è la data scelta in riferimento non alla sua morte, bensì del giorno della sua canonizzazione che avvenne nel 1313.

Grandi festeggiamenti, dunque il 19 maggio in onore del patrono della nostra Isernia.

(Un momento della processione del 19 maggio di San Pietro Celestino a Isernia-fonte foto web)

Lui, Pietro Angeleri, uomo di profonda fede cristiana, nacque a Isernia nel 1215, divenne noto anche come Pietro da Morrone quando di trasferì sui monti della regione a nord confinante col Molise, l’Abruzzo.

(In foto la targa in ceramica posta a Isernia dove un tempo c’era l’abitazione di Pietro Angelerio nella piazza a lui dedicata: piazza Celestino V- foto Mariateresa Altieri)

Si formò spiritualmente e visse da eremita sui Monti della Majella, luogo selvaggio e sacro. Cercava una vita di preghiera, solitudine e penitenza, lontana dal mondo e vicina a Dio. Era attratto dalle grotte, dai boschi e dai silenzi delle montagne abruzzesi, che considerava luoghi privilegiati per ascoltare il divino.

Fondò una congregazione di monaci, poi detta dei Celestini, con regola benedettina e spirito eremitico. La sua fama di santità si diffuse così tanto che nel 1294, dopo un lungo conclave senza esito, fu eletto papa a sorpresa, già anziano e riluttante. Scelse il nome di Celestino V. Tuttavia, sentendosi inadatto al peso del potere e desiderando tornare alla vita contemplativa, dopo pochi mesi rinunciò al papato.

Tornato tra le sue montagne, fu poi imprigionato per ordine del nuovo papa Bonifacio VIII e morì nel 1296 a Fumone, nel Lazio. Ma la sua anima, si dice, tornò a riposare sui monti abruzzesi, tra le erbe, le rocce e le grotte dove aveva parlato con Dio.

Grandi festeggiamenti per la fatidica data del 19 maggio nella città pentra 🫶🏼 .

A ricordare il Santo di Isernia, un altro grande evento è programmato nei prossimi giorni : la rievocazione storica del passaggio in città del Papa Santo nel prossimo 15 ottobre.

L’evento ripete ciò che accadde allora: rappresentato in stile perfettamente medioevale con abiti di finissimi tessuti pregiati, accessori, trucco e parrucco. Uuna sintonia con quel momento storico in cui Isernia accolse il suo isernino d’eccezione nelle vesti papali.

La direzione artistica di EmiliaVitullo, isernina doc, appassionata delle bellezze e della storia del territorio anche lei.

(In foto Emilia Vitullo in un momento di preparativi dell’evento — fonte web)
(In foto Mario Farina, attore di teatro, nelle vesti di di papà Celestino V – fonte web)

In realtà fu una idea di Papà Celestino V di fare questa deviazione di cammino nel viaggio per Napoli, dove il re Carlo II d’Angiò lo aveva convocato e offerto lui sede operativa del papato (spiegato meglio nel video nell’intervista a Giampaolo D’Uva, che in questa edizione impersona il re).

(In foto Giampaolo D’Uva, medico e attore di teatro, nelle vesti di re Carlo D’Angiò – fonte web)

Dante Alighieri lo colloca nell’Inferno, tra gli ignavi, per aver “fatto per viltade il gran rifiuto” per aver rinunciato alla sua carica papale definendolo il Papa del gran rifiuto, ma lui, ru Sandonə rə Sernia (il grande uomo santo di Isernia) è stato soltanto un umile messaggero di Dio tra noi! 🙏🏼💗😇

Durante l’anno, a raccontare una pezzo di storia così importante per le nostre genti ed i nostri luoghi di allora contribuisce anche il creativo Girolamo Botta: in modo sintetico e diverte racconta Celestino V all’Opera dei pupi italici non solo a Sulmona, dove vive, ma anche in giro per l’Italia: mille di questi esempi creativi!

(In foto Papa Celestino V creato in versione Pupo Italico – fonte: web)
(Ingresso teatro Opera dei Pupi Italici a Sulmona – Foto Mariateresa Altieri)
(Un momento prima dell’inizio dello spettacolo al teatro Opera dei Pupi Italici a Sulmona – Foto Mariateresa Altieri)

(Nota: Foto in copertina generata da A.I.)

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Isernia: Historical Reenactment of Pope Celestine V on May 19

In Isernia, a charming and green gem of Molise, the city celebrates its beloved patron saint, known affectionately by locals as “ru Sandonə” — Saint Celestine V.

Born Pietro Angeleri in 1215, he sought a life of prayer and solitude in the Majella mountains, founding the Celestine monastic order. Renowned for his holiness, he was unexpectedly elected pope in 1294, taking the name Celestine V, but abdicated a few months later to return to his hermit life. He died in 1296, yet his spirit is said to linger in the Abruzzo mountains.

May 19 marks the anniversary of his canonization in 1313 and is celebrated with grand festivities in Isernia, including a historical reenactment of his papal visit. The event, led by artistic director Emilia Vitullo, features authentic medieval costumes and atmospheres that recreate the saint’s symbolic return to his hometown.

This papal detour to Isernia was a personal decision by Celestine V on his way to Naples, as explained by Giampaolo D’Uva, who plays King Charles II of Anjou in this year’s edition.

Though Dante placed him in Hell for “the great refusal,” the people of Isernia remember him not for weakness but for being a true messenger of God. His legacy is kept alive throughout the year, also thanks to storyteller Girolamo Botta and his creative puppet opera shows across.

(Note: Cover photo generated by A.I.)​

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