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Raccontare la propria terra con creatività, tradizione e semplicità, il Molise

A raccontare l’incontro dell’inverno con la primavera è stata una moltitudine di figuranti.

Una vera e propria rottura: forza e aggressività si son contrapposte alla leggerezza e alle movenze gentili. Così metaforicamente è stato rappresentato il “cambio d’abito” di Madre Natura.

Protagoniste le maschere del carnevale zoomorfo, evento organizzato a Isernia (Molise, Italy) dall’associazione Artemide con il coordinamento logistico della Pro Loco di isernia, anche quest’anno sono state uniche e da cartolina.

(In foto con Marialibera Caroselli della ProLoco e Mauro Gioielli coordinatore artistico dell’evento)

Dai Blumarji Montefosca della regione Friuli (Italy) ai Caretos del Portogallo, dai Mamuthones e gli Issohadores della Sardegna (Italy) ai Meckari della Macedonia: ognuno di loro simbolicamente ha messo in scena il risveglio (alquanto brusco!) della natura che si desta da un luuuuungo sonno invernale!

(in foto le palette di colori del carnevale)

La creatività e la tradizione hanno avuto due importanti palette di colori che si ripetono: da un lato i toni che dal beige passano per i marroni giungendo al nero (oscurità-inverno) e dall’altro tutti i colori della luce (primavera).

(in foto con un allegro Careto)
(in foto con un Meckari)
(in foto con i Mamuthones)
(in foto con i Blumaji)

Ogni maschera ha raccontato la terra di provenienza nella sua unicità e bellezza.

Il Molise è stato raccontato dalla maschera del borgo di Macchiagodena (Is) Il Brutto, il Bello e la Santa Monna in versione adulti e nella meravigliosa versione bambini: bellissimi! La maschera è stata riscoperta a seguito di una profonda ricerca fatta da Antonietta Caccia nel 2017.

(la foto parla da sè,
scatto di Pino Manocchio)

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Stamattina, in attesa di ritrovarmi con un caro amico per un buon caffè ☕️ (che non è potuto venire alla presentazione del mio nuovo libro in doppia lingua intitolato “Un’emozione chiamata Isernia” edito da Bastogilibri) percepisco ancora gli strascichi e l’aria di festa che hanno lasciato le Maschere Zoomorfe, ormai giunte alle loro case e intente a conservare i bellissimi costumi per il prossimo anno.

Eh beh… 😇 consentitemi questo selfie di copertina che racchiude un importante doppio significato..

“fonde due modi semplici se pur diversi di raccontare la nostra terra, il Molise!”

Il volume è in già vendita online, anche in versione eBook, e presso la libreria Della Corte di Isernia.

(In foto con il buon Giovanni Principe, nato nel cuore del centro storico di Isernia che ha apprezzato il mio lavoro)

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In ultimo, ma non meno importante, uno momento dolcissimo fermato in questo secondo scatto: il prof. Giovanni Kezich (antropologo italiano che ha curato il coordinamento scientifico del carnevale) seduto e assorto a prendere appunti mentre sfilano tutte le maschere. Accanto a lui la scena da un attimo fuggente: passa una bambina, trattenuta per mano dal papà, e gli lancia uno sguardo di estrema curiosità come a dire “che fai di bello, posso giocare anche io con te!?“.

(in foto il prof. Giovanni Kezich)

Dunque, riportare l’attenzione alle cose semplici, pensieri essenziali… questo il messaggio che quei due senza saperlo mi hanno comunicato.

Non è forse anche questa un’emozione?

Dolce e nel contempo reale 💗😇!


🇬🇧 english version

Telling the story of your homeland with creativity and simplicity, Molise

Last weekend, Isernia celebrated the encounter between winter and spring: a true rupture and “change of clothes” for Mother Nature.
The masks of the zoomorphic carnival held in Isernia (Molise, Italy) were once again unique and picture-perfect this year. From the Blumarji Montefosca of the Friuli region (Italy) to the Caretos of Portugal, from the Mamuthones and Issohadores of Sardinia (Italy) to the Meckari of Macedonia: each of them symbolically staged the (rather abrupt) awakening of nature from a looong winter slumber.
Creativity and tradition had two important color palettes: on the one hand, the tones that range from beige through browns to black (darkness), and on the other, all the colors of light.
Each mask recounted its homeland in its uniqueness and beauty.
Molise was told through the masked character of the village of Macchiagodena, “The Ugly, the Beautiful, and the Holy Monna,” in both adult and children’s versions: beautiful! The mask was rediscovered following extensive research by Antonietta Caccia in 2017.
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This morning, while waiting to meet up with a dear friend (who couldn’t attend the presentation of my new book, “An Emotion Called Isernia,” published by Bastogilibri), I can still sense the aftermath and festive atmosphere left by the Zoomorphic Masks, now back home and busy preserving their beautiful costumes for next year.
Well, allow me this cover selfie which…
“combines two simple, yet different, ways of telling the story of one’s homeland, Molise!”

The book is already available online, also as an eBook, and at the Della Corte bookstore in Isernia.
Last but not least, a very sweet moment captured in this shot: Professor Giovanni Kezich (the Italian anthropologist who coordinates the carnival’s scientific activities) is sitting, absorbed in taking notes as all the masks parade. Next to him, a fleeting moment unfolds: a little girl passes by, held by her father’s hand, and gives him a look of extreme curiosity, as if to say, “What are you doing? Can I play with you too?”
So, bringing my attention back to simple things, essential thoughts… this is the message those two unknowingly conveyed to me. Isn’t this also an emotion? Sweet and real at the same time 💗😇!

2 pensieri riguardo “Raccontare la propria terra con creatività, tradizione e semplicità, il Molise

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