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Quando un’emozione diventa canzone: Malafemmena di Totò

Malafemmena” è una delle canzoni più celebri di Totò (Antonio De Curtis), scritta nel 1951 e subito entrata nel cuore del pubblico italiano. Quest’anno la canzone compie 74 anni!

(Fonte foto web: Diana Bandini e Totò)

Totò la scrisse dopo la separazione dalla moglie Diana Bandini, vissuta con grande dolore. Il testo non è rancoroso, ma piuttosto nostalgico e dolce-amaro: descrive una donna “malafemmena” con parole piene di tenerezza e malinconia.

Totò, nella vita privata, era noto per avere diverse relazioni e la sua separazione con Diana Bandini nel 1950 fu burrascosa. Tuttavia, quando scrisse la canzone nel 1951, non lo fece per accusarla apertamente né per raccontare solo il suo dolore.

La parola “malafemmena” nel dialetto napoletano non va intesa solo come “donna cattiva”, ma piuttosto come “donna che fa soffrire l’uomo”, a volte senza nemmeno volerlo. È una figura femminile che porta dolore ma anche fascino, amore e malinconia insieme. Totò la scrisse durante le riprese del film “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo. Era un periodo in cui, nonostante fosse stato lui a tradire, Totò si sentiva ferito dall’allontanamento e dalla freddezza della moglie. In altre parole, era una forma di auto-pietà artistica: lui aveva perso un amore importante, e la canzone nacque da quella ferita emotiva. Inoltre Totò era un poeta nell’animo. Spesso la sua scrittura mescolava esperienza personale e drammatizzazione: anche se la vita reale era piena di contraddizioni, nella canzone riuscì a condensare il dolore dell’amore finito, più che la cronaca dei fatti privati.

🎼 MALAFEMMENA 🎶

Si avisse fatto a n’ato
chello ch’e fatto a mme
st’ommo t’avesse acciso,
tu vuò sapé pecché?

Pecché ‘ncopp’a sta terra
femmene comme a te
non ce hanna sta pé n’ommo
onesto comme a me!…Femmena
Tu si na malafemmena
Chist’uocchie ‘e fatto chiagnere..
Lacreme e ‘nfamità.Femmena,
Si tu peggio ‘e na vipera,
m’e ‘ntussecata l’anema,
nun pozzo cchiù campà.Femmena
Si ddoce comme ‘o zucchero
però sta faccia d’angelo
te serve pe ‘ngannà…Femmena,
tu si ‘a cchiù bella femmena,
te voglio bene e t’odio
nun te pozzo scurdà…

Te voglio ancora bene
Ma tu nun saie pecchè
pecchè l’unico ammore
si stata tu pe me…

E tu pe nu capriccio
tutto ‘e distrutto,ojnè,
Ma Dio nun t’o perdone
chello ch’e fatto a mme!…

La canzone fu inizialmente proposta a vari cantanti, ma fu Antonio Basurto il primo a inciderla nel 1951. Tuttavia, a renderla immortale fu Giuseppe “Giuseppe Di Stefano” e soprattutto Giuseppe di Giacomo (Totonno di Giacomo), con la sua interpretazione intensa e melodica.

Negli anni, “Malafemmena” è stata cantata da innumerevoli artisti, da Peppino di Capri a Massimo Ranieri, diventando un simbolo della canzone napoletana e della tradizione melodica italiana.

È scritta in dialetto napoletano, con versi semplici ma profondi, capaci di trasmettere emozioni universali: amore, dolore, nostalgia. (Approfondimenti)

(Video Toto che canta Malafemmena)

(Interpretazione di Carmela Anna Fascino con la Piccola Orchestra Pentra a Isernia)

(Foto in copertina generata da A.I.)

Redazione

When an Emotion Becomes a Song: Malafemmena by Totò

Malafemmena is one of Totò’s (Antonio De Curtis) most famous songs, written in 1951 and immediately embraced by the Italian public. In this year the song turns 74 years old!Totò composed it after his separation from his wife, Diana Bandini, a painful moment in his life. The lyrics are not spiteful but rather nostalgic and bittersweet: they describe a woman, a “malafemmena”, with words full of tenderness and melancholy.In his private life, Totò was known for his many relationships, and his breakup with Diana Bandini in 1950 was stormy. Yet when he wrote the song in 1951, it was not meant as an accusation against her, nor simply as a direct account of his suffering.The term “malafemmena” in Neapolitan dialect does not only mean “bad woman.” Instead, it conveys the idea of a woman who makes a man suffer—sometimes unintentionally. She is a figure who embodies both pain and charm, love and melancholy. Totò wrote the song during the filming of Eduardo De Filippo’s Napoli Milionaria. Even though he had been unfaithful, Totò felt deeply hurt by his wife’s coldness and distance. In a way, the song was an act of artistic self-pity: he had lost an important love, and from that wound came one of the most touching pieces of his career. Totò was, at heart, a poet. His writing often blended personal experience and dramatic stylization. Even if his real life was full of contradictions, in Malafemmena he managed to condense the pain of a broken love rather than recount the raw details of his private story.🎼 About the SongThe lyrics, written in Neapolitan, tell of a woman who, despite her beauty and angelic face, has betrayed and hurt the man who loves her. They mix anger and devotion, love and hatred, resignation and nostalgia—universal emotions that made the song timeless.The piece was first offered to several singers, and Antonio Basurto made the first recording in 1951. However, it was immortalized by great interpreters such as Giuseppe Di Stefano and especially Totonno Di Giacomo, whose passionate rendition gave it iconic status.Over the years, Malafemmena has been performed by countless artists—from Peppino di Capri to Massimo Ranieri—becoming a true symbol of Neapolitan song and Italian melodic tradition. With its simple yet profound verses, it continues to move audiences with its themes of love, pain, and nostalgia.

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