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La Niña, la voce contemporanea della tradizione


Con il suo ultimo album Furèsta, La Niña – al secolo Carola Moccia – si conferma una delle voci più originali del nuovo panorama musicale italiano. Napoletana, con solide radici nella musica popolare e nel canto in vernacolo, l’artista reinterpreta la tradizione partenopea mescolandola a sonorità elettroniche e barocche, in un progetto che fonde ricerca culturale e istinto poetico.

Brani come Guapparìa e Figlia d’ ’a Tempesta raccontano storie di donne, famiglie, e identità meridionali, dando voce a un Sud che resiste, si reinventa e canta.
Un lavoro che richiama il canto di strada, la tammurriata, ma anche il teatro e la memoria collettiva.

’A lingua nostra è musica, e pure rivoluzione.” – ha dichiarato l’artista in una recente intervista.

Con Furèsta, La Niña ci porta là dove la musica popolare incontra l’elettronica, dove il vernacolo napoletano diventa strumento di poesia e resistenza.
Ogni brano è ’na cantata viscerale, un grido dolce-amaro delle “figlie d’ ’a tempesta”, donne forti, madri, ribelli.

In particolare è interessante la canzone “Chiena ‘e scippe”: un viaggio nella memoria e nelle emozioni, che invita a riflettere sul passare del tempo e sulle esperienze che segnano il percorso di vita di ognuno, con un focus particolare sulla nostalgia dell’infanzia e sulla ricerca delle proprie origini. 

Redazione

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